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I Fotografi nei quartieri

 Palermo – Il ritratto e il paesaggio sono sempre stati i generi più affrontati dai fotografi professionisti e non. Tuttavia, le immagini che solitamente coinvolgono maggiormente gli osservatori sono quelle realizzate non in uno studio o in un incantevole ambiente naturale, bensì in un qualsiasi luogo pubblico, all’interno di un comune contesto abitativo, in uno spazio nel quale sia normale la presenza delle persone che agiscono, si muovono, svolgono le loro abituali attività, intrattengono le consuete relazioni sociali. Infatti, quanto più è affollato il luogo rappresentato, quanto più si riferisce a situazioni frequenti, tanto più facilmente avviene il processo di identificazione di chi osserva la fotografia, in quanto è portato a ritenere che verosimilmente si sarebbe potuto trovare anch’esso in quella inquadratura, mentre aspetta l’autobus o sfoglia un giornale. La semplicità della circostanza e la spontaneità dei soggetti presenti sono il principale punto di forza di un genere che al realismo del paesaggio urbano ha saputo aggiungere anche una significativa valenza sociale.
 Per coloro che si dedicano alla street-photography, l’ambiente in cui catturare le immagini è proprio la strada della metropoli, come del piccolo borgo piena di vetrine, di luci, di persone e cose. Lo scopo fondamentale consiste nel riuscire a bloccare rapidamente i fugaci istanti della vita quotidiana di frettolosi passanti. Nelle fotografie di “ambiente” la presenza casuale di una persona non è considerata lesiva della sua immagine né della “privacy”. E, se è vero che, fino a qualche tempo fa, chi si accorgeva di essere stato ritratto poteva infastidirsi, ormai accade sempre più spesso che chieda compiaciuto di condividere con l’autore gli scatti in cui appare.
Uno dei massimi esponenti di questo genere fotografico è stato Henri Cartier-Bresson, capace di cogliere il momento decisivo nel quale tutti gli elementi presenti nella scena inquadrata si compongono perfettamente.
Consapevoli dell’importanza rivestita oggigiorno dalla Fotografia e artisticamente ispirati dalle particolarità “umane” presenti nel quartiere Ballarò del capoluogo siciliano, il Gruppo Amunì e l’Officina Ballarò il 12 maggio hanno allestito, lungo il caratteristico vicolo Cagliostro, la mostra di una selezione di fotografie realizzate da Fabio Artusi, Massimo Francese e Nino Pillitteri.
 Tutte le immagini sono state proposte in una forma “minimalista” del tutto coerente con l’ambiente e con i contenuti mediati. Gli scatti dei luoghi, dei personaggi e delle situazioni “di strada” hanno rivelato un preciso contatto con l’attuale realtà locale dimostrando, con misurata discrezione, anche l’impegno dei tre autori della mostra collettiva “Sguardi a Ballarò”.
Coloro che intendono dedicarsi alla “street-photo” tengano conto che per strada è possibile trovare inquadrature interessanti, ma non tutto ciò che si incontra per strada costituisce necessariamente un soggetto originale.
Sicuramente “la strada” non cesserà mai di esercitare un fascino particolare, sia per i fotografi solitari che per le “spedizioni organizzate”, perché riuscirà sempre a fornire stimoli artistici e spunti legati alla vita di tutti i giorni.
di Andrea di Napoli [ http://www.zedinfo.it/?p=12295 ]

Gruppo Fotografico Amunì a Ballarò

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Gruppo Fotografico Amunì e Officina Ballarò - Sguardi a Ballarò
Fabio Artusi, Nino Pillitteri, Massimo Francese
12 Maggio - 30 Giugno h10.00-18.00 - Vicolo Cagliostro - Palermo 

IL FOTOGRAFO n° 303

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Il Fotografo n. 303 è in edicola. C’è la grandissima Susan Meiselas in copertina e uno speciale sulle mostre di Fotografia Europea. I questo numero che si apre con Susan Meiselas anche Carlo Bevilacqua, Mattia Zoppellaro, François-Xavier Gbré, Alessandro Zanoni e Li Wei. Grazie Denis Curti.

Un progetto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Metodo aperto e partecipato di coordinamento: la metodologia del Piano

Nella primavera 2017, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (il “Ministero” o il “MiBACT”), Dario Franceschini, ha decretato la costituzione di una Cabina di regia per la fotografia[1], al fine di conservare, valorizzare e diffondere la fotografia in Italia come patrimonio storico e linguaggio contemporaneo, strumento di memoria, di espressione e comprensione del reale, utile all’inclusione e all’accrescimento di una sensibilità critica autonoma da parte dei cittadini.
Con l’obiettivo di definire un Piano strategico volto ad adattare l’intervento pubblico alle mutazioni tecniche ed economiche del settore e a determinare nuove opportunità per la fotografia italiana a livello nazionale e internazionale, il Ministero ha indetto gli Stati generali della fotografia: due giornate di convegno sul tema con operatori, addetti ai lavori e ospiti internazionali.
Sulla scia di questi due primi appuntamenti, tenutisi il 6 aprile e il 5 maggio 2017 rispettivamente a Roma e a Reggio Emilia, è stato avviato un percorso, MiBACT per la fotografia: nuove strategie e nuovi sguardi sul territorio che ha portato all’organizzazione, tra maggio e dicembre 2017, di diciannove incontri pubblici sul territorio nazionale, nella forma di giornate di studio o conferenze, per dare voce alle molteplici specificità delle realtà locali e dibattere dei vari ambiti della fotografia.
Gli spunti e le proposte emersi da questi incontri, relativi ai temi di policy e agli ambiti di intervento prioritario, sono stati oggetto di successiva analisi da parte di tavoli di concertazione[2] con esperti dei vari settori, convocati dal Ministero per definire una serie di linee strategiche di intervento, propedeutiche alla stesura del Piano strategico di sviluppo della fotografia da parte della Cabina di regia.
La stesura del Piano strategico di sviluppo della fotografia ha coinvolto, tra Stati generali della fotografia, incontri MiBACT per la fotografia: nuove strategie e nuovi sguardi sul territorio e tavoli di concertazione, oltre quattrocento operatori del settore.
Il Piano strategico di sviluppo della fotografia è caratterizzato da un orizzonte temporale di cinque anni (2018-2022) e sarà eseguito dal MiBACT anche tramite soggetti terzi attuatori.
[1] La Cabina di regia per la fotografia è stata istituita con D.M. 28 luglio 2017 presso il Gabinetto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, al fine di pianificare e coordinare le attività del Ministero per valorizzare e diffondere la fotografia in Italia come patrimonio storico e linguaggio contemporaneo, strumento di memoria, di espressione e comprensione del reale, utile all’inclusione e allo sviluppo di una sensibilità critica da parte dei cittadini.
[2] Tra maggio e dicembre 2017 si sono tenuti diversi tavoli di concertazione, con operatori e professionisti interni ed esterni al Ministero, in merito ai seguenti temi: archivi, creazione contemporanea, educazione all’immagine, formazione, fotografia professionale e fotografi MiBACT, sistema Festival; delle riunioni con operatori della scena fotografica romana, da cui è scaturito il progetto Passeggiate Fotografiche Romane e della scena fotografica in Piemonte. La Cabina di regia del Ministero ha inoltre partecipato ai tavoli di lavoro indetti dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, in merito alla PhotoWeek per le edizioni 2017 e 2018.

Scarica qui la Direttiva del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini

Scarica qui il Piano Strategico di Sviluppo della Fotografia in Italia

ClickMagazine N°49 - Maggio 2018

https://madmagz.com/magazine/1333709#/

Photo cover by Giusi Lorelli Fotografa www.click-magazine.it/n49-maggio-2018 

I Became a Photographer in New Orleans

Abbas "When I discovered the street shot of the African American family on the porch of their house I instinctively knew that I had become a real photographer." Louisiana. New Orleans. USA. 1968. © Abbas | Magnum PhotosLicense |

[https://www.magnumphotos.com/arts-culture/travel/abbas-i-became-a-photographer-in-new-orleans/?utm_source=fb-social&utm_medium=social&utm_campaign=Editorial]

WPP - 2018 Photo Contest

https://www.worldpressphoto.org/collection/photo/2018

Tra i vincitori di quest'anno anche il siciliano Francesco Mamo http://www.alessiomamo.com/wordpress/

 

Fo.to: tutta la fotografia in mostra a Torino

Roberto Travan, Ucraina, 2017   -   http://www.themammothreflex.com/appuntamenti/2018/04/15/fotografia-in-mostra-a-torino/

La fotografia in mostra a Torino occuperà spazi storici come il Museo del Cinema, il Museo del Risorgimento, Palazzo Chiablese fino a quelli di più recente apertura, come il Museo Ettore Fico, da quelli più innovativi e sperimentali a quelli più classici e consolidati, dalle fondazioni più note, come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo alla Fondazione Accorsi, dalla Fondazione Merz fino a realtà come la Fondazione 107 di via Sansovino, che si sono insediate nella periferia o nei quartieri più multietnici cittadini per partecipare al processo di riqualificazione attraverso l’azione culturale. Oltre ai Musei Reali dove è allestita la mostra su Horvart.

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