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Giovanni Cerami

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Giovanni Cerami è nato e vive a Palermo. Con la sua città ha un rapporto conflittuale poiché afferma di essere sempre in bilico tra l'amore per le proprie radici e la voglia di liberarsene come fossero catene. Forse per questa singolare miscela di sentimenti Palermo è molto presente nei suoi scatti realizzati con una Nikon D750.
Dopo gli suoi studi tecnici, Giovanni ha cominciato a lavorare in una grande azienda metalmeccanica dove ha conosciuto Oreste, un collega che gli ha aperto le porte della fotografia. Siamo alla fine degli anni ottanta. Giovanni aveva sempre pensato che fare fotografia fosse il risultato un po' asettico di conoscenze tecniche associate ad un certo gusto per l’ inquadratura. Grazie al collega un po' bizzarro cambia idea e scopre che dietro ogni immagine si nasconde un mondo fatto di passione e cultura. Impara dalle parole Henri Cartier Bresson che le foto si fanno “allineando testa, occhi e cuore” e che se questa operazione riesce << si possono trasmettere emozioni molto forti cosi come avviene con la poesia >>. Ama la Street ma pratica molti altri generi e ogni volta che intraprende una delle sue esperienze fotografiche, parte sempre dalle suggestioni ricevute dal lavoro di qualche grande fotografo. Affina la tecnica ben sapendo che ciò che davvero conta è mettere insieme inquadratura e rapporto con il soggetto rappresentato.
<< Ho l’ impressione che in ciascuna delle mie immagini ci sia una frase che ho letto in un libro, qualche nota di una canzone che amo, un po' delle esperienze che ho vissuto>> racconta.
I riferimenti di Giovanni rappresentano il meglio della fotografia: Sebastiao Salgado, Josef Koudelka, Steve McCurry e William Klein, comunque << Chi più di ogni altro ha avvicinato la fotografia alla poesia è stato, secondo me, Ernst Haas, che era un uomo strepitoso. Ecco, io mi propongo di suscitare curiosità ma soprattutto dare emozioni, sensazioni e la fotografia è il mezzo che preferisco. Se qualche volta ci sarò riuscito significa che ne è valsa la pena fotografare e continuare a farlo, trovando per ogni lavoro stimoli sempre nuovi>> .