Main content

Giovanni Cerami

giovanni cerami 7 20200825 1894957923

Giovanni Cerami è nato e vive a Palermo. Con la sua città ha un rapporto conflittuale poiché afferma di essere sempre in bilico tra l'amore per le proprie radici e la voglia di liberarsene come fossero catene. Forse per questa singolare miscela di sentimenti Palermo è molto presente nei suoi scatti realizzati con una Nikon D750.
Dopo gli suoi studi tecnici, Giovanni ha cominciato a lavorare in una grande azienda metalmeccanica dove ha conosciuto Oreste, un collega che gli ha aperto le porte della fotografia. Siamo alla fine degli anni ottanta. Giovanni aveva sempre pensato che fare fotografia fosse il risultato un po' asettico di conoscenze tecniche associate ad un certo gusto per l’ inquadratura. Grazie al collega un po' bizzarro cambia idea e scopre che dietro ogni immagine si nasconde un mondo fatto di passione e cultura. Impara dalle parole Henri Cartier Bresson che le foto si fanno “allineando testa, occhi e cuore” e che se questa operazione riesce << si possono trasmettere emozioni molto forti cosi come avviene con la poesia >>. Ama la Street ma pratica molti altri generi e ogni volta che intraprende una delle sue esperienze fotografiche, parte sempre dalle suggestioni ricevute dal lavoro di qualche grande fotografo. Affina la tecnica ben sapendo che ciò che davvero conta è mettere insieme inquadratura e rapporto con il soggetto rappresentato.
<< Ho l’ impressione che in ciascuna delle mie immagini ci sia una frase che ho letto in un libro, qualche nota di una canzone che amo, un po' delle esperienze che ho vissuto>> racconta.
I riferimenti di Giovanni rappresentano il meglio della fotografia: Sebastiao Salgado, Josef Koudelka, Steve McCurry e William Klein, comunque << Chi più di ogni altro ha avvicinato la fotografia alla poesia è stato, secondo me, Ernst Haas, che era un uomo strepitoso. Ecco, io mi propongo di suscitare curiosità ma soprattutto dare emozioni, sensazioni e la fotografia è il mezzo che preferisco. Se qualche volta ci sarò riuscito significa che ne è valsa la pena fotografare e continuare a farlo, trovando per ogni lavoro stimoli sempre nuovi>> .

TRI-NA-KRIA

5 May 2020 Personal Exhibition of Fabio Sgroi curated by Tina Schelhorn - Georgian National Museum
Tbilisi History Museum (Karvasla), Sioni Str. 8

zxc

Incontri virtuali tra fotoamatori mar-apr 2020

marzo- aprile 2020: Dal provvedimento di lock down annunciato dal Primo Ministro Conte, la nostra Associazione AeffeAdi Palermo ha dovuto chiudere la sede dove a cadenza settimanale si tengono gli incontri. Dopo un paio di settimane abbiamo avuto l'idea di Incontri virtuali tra fotoamatori[articolo link clic qui ]

Per non trascurare la propria passione per l'immagine fissa, una trentina di fotoamatori hanno aderito all'iniziativa lanciata dal fotografo palermitano Nino Pillitteri che, ricorrendo alle nuove tecnologie, ha organizzato un breve ciclo di appuntamenti in videoconferenza. Incontri virtuali tra fotoamatori. [ leggi articolo ]

Organizzazione di un Ciclo di videoconferenze con:

Tony Gentile - incontro con l'autore http://www.tonygentile.it/
Daniela Sidari - Lettura di un portfolio fotografico http://www.fiaf.net/didattica/daniela-sidari/
Giancarlo Torresani - Dalla immagine singola al portfolio http://www.fotologie.it/torresani.html
Nuccia Cammara - #iorestoacasa 5 foto Una riflessione per immagini http://www.nucciacammara.it/
Attilio Lauria - Psicopatologia della vita quotidiana - #cronachequaranteniche http://www.fiaf.net/didattica/attilio-lauria/
Fabio Savagnone - incontro con l'autore - http://www.fabiosavagnone.com/

UNA FOTO, UNA STORIA: 8 minuti con Tony Gentile

UNA FOTO, UNA STORIA, 8 minuti con Tony Gentile. Intervista di Giorgio Cosulich.
Il fotografo Tony Gentile ha scelto per noi una fotografia che rispecchia il nostro presente e ci racconta la storia che c'è dietro. http://www.tonygentile.it/ 

Giorgio Cosulich è un fotografo professionista ed un coach fotografico. 

https://www.photocoach.it/  :: https://www.giorgiocosulich.com/ 

 

ClickMagazine ISSUE 70

cm70

 Sfoglia la rivista online   https://madmagz.com/magazine/1754364?#/

Corso base di fotografia AFA Palermo Marzo 2020

87749257 10218976339552969 4142682818134147072 o

Info Gregorio Bertolini 340 3466322  Vincenzo Montalbano 329 1543213

Mostra Occhi Fragili - Massimo Francese

locandina

Massimo Francese (Palermo - 1963)

inizia a fotografare nei primi anni 80' seguendo un corso di Letizia Battaglia e Franco Zecchin che lo porterà a scattare tra i vicoli e i quartieri degradati di Palermo. La sua attenzione si concentra soprattutto sugli sguardi dei bambini che vivono e giocano per strada.

Altro progetto fotografico realizzato in quegli anni è stato all'interno dell'ospedale psichiatrico di Via Pindemonte, quando si discuteva di chiudere i manicomi attraverso l'applicazione della Legge Basaglia, per porre fine alle condizioni disumane in cui vivevano i degenti di queste strutture.

(Progetto che adesso è pubblicato nel sito www.photo.webzoom.it).

Seguirà una lunga pausa per dedicarsi poi alla grafica che lo porterà a collaborare con alcuni quotidiani locali. L'incontro e l'amicizia con i fotografi Salvo Fundarotto e Nino Pillitteri, lo convinceranno nuovamente a riprendere in mano, da qualche anno, la macchina fotografica “dell'era digitale”, che lo avvicina in un primo momento a cercare la vivacità dei colori e la bellezza nella natura in genere, ma dura poco: sente dentro di sé troppo viva l'influenza, della maestra Letizia Battaglia, tanto da ripercorrere stilisticamente un salto nel passato con le apparecchiature di oggi: ritratti in bianco e nero con forti contrasti a persone con grandi disagi economici e sociali.

Così è nato nel 2018, il progetto “Sguardinvisibili”, concretizzato in una mostra assieme al gruppo fotografico Amunì, nel vicolo Cagliostro a Ballarò e che continua adesso con la mostra personale “Occhi fragili” organizzata presso l'associazione ARVIS di Palermo.

La mostra OCCHI FRAGILI

Si limitò a guardarmi. Quello sguardo mi disse tutto quello che c'era da dire”, in questa massima ho trovato il senso che ho voluto dare al mio progetto fotografico “ Occhi fragili”.

Ho cercato di cogliere nello sguardo delle persone che ho ritratto per le strade di Palermo, tutta la loro fragilità, il loro disagio, a volte celati da sguardi spavaldi, cercando nel frattempo di creare un'empatia col soggetto fotografato, un rapporto umano, anche soltanto il tempo di un attimo, che solitamente sfugge nella vita quotidiana: il più delle volte propendiamo a voltarci dall'altra parte.

Riuscire a guardare dentro “Occhi fragili”, significa saper comprendere meglio l'umanità, e probabilmente, rendere migliore questa società.

Subcategories